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SPID Assocertificatori
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Assocertificatori sulle modifiche alla governance di SPID in discussione al Senato

SPID Assocertificatori

È in discussione in questi giorni al Senato un disegno di legge di Bilancio che prevede importanti modifiche alla governance di SPID, il Sistema Pubblico per l’Identità Digitale che ha visto InfoCert come uno tra i primi Identity Provider accreditati da AgID (l’Agenzia per l’Italia Digitale) per il rilascio delle identità digitali ai cittadini.

Secondo alcuni documenti circolati, le modifiche in discussione sarebbero riconducibili alla “inefficienza degli operatori di mercato”.

Assocertificatori, l’associazione che raggruppa la maggior parte degli operatori digitali italiani, alcuni dei quali Digital Champions europei, che gestiscono la quasi totalità del mercato delle PEC, identità digitali, firme elettroniche, servizi di conservazione digitale e fatturazione elettronica e che con l’insieme degli iscritti rappresenta uno dei maggiori contributori della digitalizzazione del Paese, attraverso un comunicato stampa ha voluto perciò ricordare che l’attuale piattaforma SPID:

  • è attiva per circa 5 M.ni di cittadini ed ha visto una crescita di oltre 1,6 M.ni nei primi 10 mesi del 2019 (pari ad un + 47% in un solo anno);
  • è stata realizzata grazie all’impegno e alle risorse stanziate dagli operatori privati;
  • rispetta i massimi requisiti di affidabilità e sicurezza richiesti dagli standard internazionali, oltre ad essere già oggi interoperabile in molti paesi europei;
  • è stata rilasciata finora gratuitamente ai cittadini e tutti gli Identity Provider si sono impegnati a mantenere tale gratuità a tempo indeterminato.

Per tali ragioni, Assocertificatori non ritiene corretto il riferimento a presunte “inefficienze degli operatori di mercato” mentre, al contrario, evidenzia che sarebbe opportuno rimarcare il contributo di questi operatori al Paese, in un contesto di lenta adozione di SPID da parte dei service provider pubblici.

L’associazione ha voluto inoltre sottolineare come

«il modello che si verrebbe a realizzare rappresenterebbe una grave vanificazione degli investimenti fin qui stanziati dagli operatori di mercato, associata ad una importante perdita di chance, proprio nel momento in cui il servizio SPID ha cominciato a catalizzare l’interesse dei Cittadini. Parimenti, non sembra corretto evocare l’esigenza della gratuità di Spid per i cittadini come una delle motivazioni della scelta, quando tale gratuità è già garantita e fino ad oggi non ha richiesto alcun finanziamento pubblico».

Leggi il comunicato stampa